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I Variconi - Il miraggio dell’oasi protetta

Titti Pentagelo ha scritto e pubblicato su Inchiostro il Periodico della Scuola di Giornalismo dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli un articolo sulla Riserva Regionale I Variconi, dopo aver intervistato un nostro volontario e la presidente della nostra Associazione.

«Abbiamo lavorato nell'Oasi dei Variconi per anni, rimettendoci anche di tasca nostra. E ora siamo bloccati. Non ci vado neanche più, non ce la faccio a starmene lì con le mani in mano». Queste le amare parole di chi ha sempre creduto nell'associazionismo indipendente e nella mobilitazione civica. A pronunciarle è un volontario dell'associazione Le Sentinelle, nata nel 2011 proprio per ridare dignità alla Riserva Regionale dell'Oasi dei Variconi. E che ora, invece, si ritrova costretta a fare dietrofront. L'Ente Riserve Foce del Volturno, Licola e Lago di Falciano, che si occupa della gestione ambientale di questo territorio, è stato chiaro: non si può fare nulla senza la sua autorizzazione. «Tutto questo è successo dopo gli atti vandalici che quest'estate hanno distrutto parte dell'Oasi mettendola a rischio. Noi abbiamo provveduto alla ricostruzione volontariamente, ma proprio per questo l'Ente ci ha sanzionato, chiedendoci formalmente di non intervenire. A quanto pare non è compito nostro», racconta il volontario. Sul sito dell'associazione Le Sentinelle si trovano le foto della devastazione: ponteggi e pensiline divelte o sfondate. L'Oasi, che secondo il WWF ha un notevole valore naturalistico, è una delle ultime aree umide d'Italia, tutelata dalla Convenzione di Ramsar in quanto zona di importanza internazionale.

L'associazione presenta una denuncia contro ignoti e provvede di sua spontanea volontà a una parte dei danni. Ed è proprio qui che interviene l'Ente   Riserve, fermando il loro lavoro. La preoccupazione principale dell'Ente è che si ricostruisca in modo provvisorio, senza tenere conto delle norme e scavalcando il suo settore di competenza «Noi volevamo soltanto accelerare i tempi di riparazione», è la risposta del volontario di Le Sentinelle preoccupato per l’incertezza attuale. Una situazione che, ora, si è ulteriormente complicata dopo i gravi danni causati dalle piogge tra fine ottobre e inizio novembre. «Con le passerelle in queste condizioni non posso accompagnare i ragazzi nel capanno come ho sempre fatto. Attualmente sono inagibili. Il vento e la pioggia hanno distrutto buona parte del percorso - ha affermato la presidente dell'associazione Le Sentinelle, Paola Castelli - abbiamo contattato l'Ente sperando che si potesse intervenire al più presto, ma al momento non è cambiato nulla».

Il punto è che l'Ente non può intervenire sul capanni prima di aver concordato con il Comune tutte le misure, dato che è il Comune di Castel Volturno ad essere proprietario dell'area. Al momento si può limitare a dichiarare "inagibili" le passerelle ed evitare di fatto il passaggio delle scolaresche. Da più di sei anni Le Sentinelle organizzano dei progetti in collaborazione con le scuole del territorio. Obiettivo è far conoscere l'area protetta e sensibilizzare i ragazzi alla cura dell'ambiente.

In programma ci sono almeno una decina di visite all'anno. L'Oasi è un passaggio obbligatorio per le migliaia di uccelli che, due volte l'anno, si spostano in massa compiendo spettacolari migrazioni. Ed è anche una ZPS (Zona a Protezione Speciale) proprio per l'elevato numero di uccelli migratori che vi transitano: gli ornitologi hanno osservato circa 250 specie di uccelli. Tra cui spiccano i fenicotteri e alcuni uccelli protetti come il saltimpalo e il forapaglie castagnolo.

Non è difficile comprendere lo sgomento dei volontari quando gli atti vandalici hanno distrutto ben due punti di osservazione, mettendo a rischio l'enorme potenzialità di questo territorio. Quella che, a quanto pare, era soltanto un'incosciente azione goliardica ha rallentato le attività di chi in quella zona ha investito tempo e risorse. E ha sottolineato ancora una volta l'importanza di responsabilizzare la collettività. È proprio un peccato che un posto così bello sia rovinato da simili gesti di inciviltà.