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Progetto "Rifiuti zero" a Castelvolturno


Un imprenditore balneare ha lanciato un progetto che  azzera i costi con la differenziata, a due passi dalla Terra  dei fuochi e delle "ecoballe". Lo spot è questo:" Chi non  inquina, non paga!"

L'architetto Antonio Cècoro ha concepito questo progetto già alcuni anni fa, proponendo una soluzione      interessante riguardo il problema del più grande  cimitero di rifiuti in tutta Europa. Un’idea nata nel 2011 da  un principio comunitario: chi non inquina, non paga, introdotto nel sistema normativo nazionale con  la  legge  Ronchi del ’97. Cecoro, imprenditore balneare, gestisce un lido storico a Castel Volturno, a due passi  dalla  montagna di spazzatura, che ha sepolto la  campagna felice di un tempo( la famosa “Terra felix”) e  bruciato  il futuro a nord di Napoli.

Poco distante dalla Terra dei fuochi e da tonnellate di ecoballe, ha piantato un progetto di raccolta differenziata che prevede il recupero del 98 per cento dei rifiuti e un risparmio sulle tasse di 20 mila euro, grazie a un accordo con una ditta privata.

Il progetto sperimentale messo in campo da Assobalneari Campania è un “caso studio” promosso diversi anni fa e  realizzato grazie alla collaborazione di 49 stabilimenti balneari della fascia costiera di Castel Volturno e aderenti a Assobalneari, un progetto ambizioso e lungimirante, per dare risposte efficaci alle gestione dei rifiuti da parte delle imprese balneari dell’intera regione, anche in considerazione della  grave crisi economica che a tutt’oggi investe  il settore balneare.

ll progetto nasce con il preciso obiettivo di “rivoluzionare” l’organizzazione e la gestione dei rifiuti sulle spiagge, rimodulandole secondo una nuova logica, quella della coordinazione completa e diretta della raccolta rifiuti prodotti nella struttura balneare. Il progetto G.A.R.D.A. di fatto riscrive le regole dell’intera gestione d’impresa, modificandone anche la responsabilità  verso l’ambiente e il territorio.

Molteplici infatti gli obiettivi del progetto: realizzare un’economia di spesa per l’impresa balneare, direttamente connessa alla produzione della quantità di rifiuti, secondo il principio sancito dalla legge “chi produce meno rifiuti meno paga”, fino ad arrivare all’azzeramento della tariffa prevista per il servizio raccolta da parte del comune.

 

Inoltre partendo dal presupposto che l’ambiente in tutte le sue eccezioni costituisce e costituirà sempre di più il principale fattore di attrazione per una località turistica, in questo modo si contribuisce alla salvaguardia di beni primari, come  il territorio e l’ambiente, rendendo il litorale domitio idoneo ad offrire delle ottime condizioni globali di qualità dei servizi.

Una buonissima idea partorita nella terra dell’emergenza. Ma quanta fatica per metterla in atto; e non solo in Campania.