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Oasi Variconi

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Oasi dei Variconi, sulle rotte dei fenicotteri

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L'ambiente Castel Volturno, tra il mare e le dune la sosta degli uccelli migratori diretti nei paesi caldi Un gruppo di volontari ha deciso di vigilare sullarea da tempo abbandonata per mancanza di fondi

LA MAPPA
Nei pressi del fiume

Nel Comune di Castel Volturno alla sinistra del fiume volturno ed in prossimità della sua foce, sorge l'oasi detta anche Riserva dei Variconi, uno stagno salmastro habitat naturale di alcune specie di uccelli

IL NODO
Sos finanziamenti

L'ente che gestisce l'oasi, Riserve Foce Volturno, Costa Licola, Lago Falciano, lamenta mancanza di fondi pubblici per la gestione della zona. Carenze che si ripercuotono sulla manutenzione dell'area.

LE SPECIE
Usignoli e capinere

Tra gli uccelli presenti nell'oasi il beccamoschino, la capinera, il forapaglie castagnolo, il luì piccolo, l'occhiocotto, il pettirosso, il saltimpalo, lo stiaccino e l'usignolo di fiume.

L'INIZIATIVA
Missione tutela

I volontari del gruppo Le Sentinelle vigilano sull'area. E invitano per domenica gli amanti della natura e dell'ambiente a unirsi a loro per una missione pulizia della zona.

Giuridicamente è un’oasi protetta, perché qui fanno tappa nei loro periodici viaggi i grossi animali alati che dall’Africa si spostano di anno in anno nelle regioni del Nord Europa e viceversa. In pratica è un punto di ristoro per gli uccelli migratori. Ma l’Oasi dei Variconi, l’area salmastra retrodunale di circa trenta ettari che si trova a sinistra della foce del fiume Volturno, di protetto ha purtroppo solo il nome giuridico.

Tracce di Cacciatori di frodo, per fortuna qui se ne vedono sempre di meno; non come negli anni ’90, quando l’Oasi domiziana rappresentava il luna park delle doppiette. Ma ladri e vandali pare che abbiano scelto proprio questa zona di Castel Volturno per le proprie attività. Gruppi di anonimi giovani, infatti, per ingannare i noiosi pomeriggi, probabilmente del piccolo centro domiziano, non trovano di meglio che dare fuoco sistematicamente alle strutture dell’Oasi (capanni di avvistamento e sentieri con staccionate in legno). E da qualche mese ai Variconi fa tappa anche chi ha bisogno di travi di legno e non ha alcuna intenzione di andarle a comprare in una normale rivendita.

L’ente che gestisce l’oasi, “Riserve Foce Volturno, Costa Licola, Lago Falciano”, ovviamente lamenta mancanza di fondi pubblici per la gestione della zona e quindi non interviene per riparare né per recuperare. Da qualche mese, però, un manipolo di cittadini di Castel Volturno, stanchi del degrado in cui versa la zona dei Variconi ha deciso di adottare l’area naturalistica. E così è nata la prima associazione interamente ambientalista del centro costiero, Le Sentinelle.

Periodicamente i volontari dell’associazione si recano a sinistra del fiume Volturno per sistemare le strutture dell’Oasi e per vigilare l’area. Sabato scorso, autotassandosi, Le Sentinelle, della presidente Paola Castelli, hanno sistemato sessanta metri circa di staccionata della riserva naturalistica, hanno pulito i suoi sentieri e rafforzato il capanno centrale d’avvistamento danneggiato dalle fiamme.

Adesso, mancano all’appello circa duecento pali di legno della lunghezza di due metri e mezzo l’uno, rubati dai Variconi, denunciano le Sentinelle, non più di una settimana fa. E mentre i volontari domenica scorsa erano all’opera per dare una sistemata all’Oasi, poco distante, in uno degli specchi d’acqua dell’Oasi un gruppo di una dozzina di fenicotteri rosa riposava in attesa di prendere il volo per il continente africano.

L’Oasi naturalistica di Castel Volturno, abbandonata da sempre all’incuria e al degrado, se fosse realmente protetta, potrebbe rappresentare un’ottima occasione di sviluppo turistico per il litorale domizio. Oltre ai fenicotteri, infatti, qui stazionano abitualmente anche falchi di palude, aironi guardia buoi e aironi grigi; e non mancano, ovviamente gabbiani reali, folaghe, germani reali, cormorani, tufetti, gallinelle d'acqua e tante altre specie d’uccelli. In altri luoghi simili d’Italia, come all’Oasi di Parma, gli enti locali sono riusciti a rendere produttive le riserve naturalistiche. In pratica, salvaguardando i luoghi e gli animali che ci vivono, e sfruttando un segmento turistico in forte crescita, il Birdwatching, sono riusciti a creare numerosi posti di lavoro e ovviamente a promuovere oltre al territorio anche la cultura.

All’Oasi dei Variconi le istituzioni si vedono solo in occasione delle parate. Sugli uccelli migratori, però, da qualce mese fanno la guardia Le Sentinelle, che peraltro danno appuntamento a tutti domenica prossima per una nuova giornata di pulizia e recupero dell’area.

Articolo di Vincenzo Ammaliato da Il Mattino del 19 ottobre 2011