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Manifestazione contro l'amianto

Manifestazione contro l'amantoIl problema ambientale del litorale domizio è senza ombra di dubbio il cosiddetto peccato originale dell’intero territorio. È inutile concentrarsi su progetti di recupero e sviluppo dell’area della costa casertana, se prima non si affronta e soprattutto non si risolve la questione appunto ambientale. Il territorio ha la necessità che si compiano le necessarie bonifiche, per tutelare la salute della gente che qui vive (e che sempre più spesso muore di malattie di origine tumorale).

Ma anche perché dall’utilizzo ecocompatibile dell’ambiente litoraneo, più che da progetti più o meno faraonici che prevedono nuove colate di cemento, siamo certi si possa ingranare finalmente quella marcia necessaria al recupero dell’intera zona. La natura e la sua tutela, in pratica, creano sviluppo; lo creano in tutte le parti del pianeta, ma soprattutto possono farlo sul litorale domizio, dotato di un ambiente che da un punto di vista paesaggistico e naturalistico rappresenta una vera e propria eccellenza. Nonostante queste peculiarità naturali, però, il territorio domiziano, già ampiamente violentato negli ultimi trenta anni dall’attività delle ecomafie come raccontano numerose inchieste della procura antimafia di Napoli, continua a subire nuovi attacchi ambientali quasi quotidianamente.

alberelli di amiantoChiunque a Castelvolturno, ma anche dai territori confinanti, ha il desiderio di disfarsi in maniera illecita di qualsiasi rifiuto, può farlo in maniera pressappoco indisturbata, sfruttando le pieghe di un territorio difficile da controllare e che assume sempre più l’aspetto di “terra di nessuno”. Le numerose discariche abusive di amianto che ci sono in zona rappresentano soltanto la punta d’iceberg di un problema che ha dimensioni enormi. Dal Lago Patria a Pescopagano sono censite circa trecento siti dove si trova abbandonato in maniera illegale il pericoloso agente inquinante. E nessun ente si preoccupa di prelevarlo e bonificare le aree. I problemi sono sempre gli stessi, e gli amministratori pubblici quelle rare volte che rispondono ai cittadini esasperati affermano che le bonifiche non possono essere effettuate perché costano molto e non ci sono soldi.

Non ci sono soldi per salvare la vita delle persone del litorale domizio? Ebbene, abbiamo deciso di partire proprio dalla problematica “amianto” per affrontare tutte le questioni ambientali del territorio.
Chiediamo pertanto:

  1. l’istituzione di una sorta di task force fra regione Campania, provincia di Caserta, Comune di Castel Volturno, procura di Santa Maria Capua Vetere, procura ambientale di Napoli, forze dell’ordine, geologi e rappresentanti delle istituzioni e singoli cittadini. Una task force che si riunisca periodicamente e cerchi tutte le possibilità per affrontare e risolvere la questione ambientale di Castel Volturno. Perché siamo certi che solo facendo rete e responsabilizzando ognuno sulle singole azioni, si potrà salvare il territorio.
  2. L’istituzione di un’ambulatorio permanente che effettui delle periodiche e gratuite visite mediche di carattere oncologico su tuta la cittadinanza del litorale domizio
  3. Chiediamo, soprattutto, di non essere abbandonati!

Acqua salmonellaStamane 12 maggio alle 10, volontari della Scaput Mundi Project, de Le Sentinelle, di Villaggi Globali e della Jerry Essan Masslo, ci siamo incontrati al Bar Paradise di Pinetmare in Castelvolturno, da li' abbiamo raggiunto l’ ex cava De Rosa alle spalle dell’Hyppo Kampos, dove lo scorso gennaio è stato trovato il corpo privo di vita di Peter Moscato, e lì e' iniziata la raccolta delle lastre di amianto abbandonate che sono poi state accumulate in un'area di oltre 300 metri quadrati, quasi a formare tanti piccoli alberelli in una sorta di piantagione. Nel contempo e' stato lanciato ironicamente un nuovo prodotto commerciale, l'Acqua Salmonella, acqua minerale proveniente dai laghetti di Castel Volturno. L'iniziativa e' durata circa un paio d'ore.


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